La tua prima esplorazione al villaggio del sole: come fare?
Di Lucia Bertoncello con Sara Stel
Cari amici della Valle Urbana, ci teniamo a condividere con voi alcuni step che, come gruppo di lavoro, ci hanno portato a conoscere meglio il Villaggio del Sole.
Anche noi di Cas’aupa, che prima di iniziare questo progetto già abitavamo questi spazi, ignoravamo molti dettagli che ora ci affascinano e incuriosiscono.
Per questo vorremmo condividere con voi il racconto della nostra prima passeggiata esplorativa che abbiamo fatto nel febbraio 2023! Sara Stel, artista dalla vista poliedrica, dopo alcune esplorazioni personali ha costruito un percorso che ci ha portato ad attraversare il villaggio come in una caccia al tesoro, per osservare tutte le vie, i palazzi, i loro colori e dimensioni, i dettagli architettonici (e non) sui quali non ci eravamo mai soffermati.
Oggi condividiamo con voi il testo della passeggiata: un itinerario di piccole scoperte che, se vorrete, potrete utilizzare per essere accompagnati tra le valli del
Villaggio del Sole!
——————
Fate mai attenzione allo spazio che vi circonda?
Siamo talmente abituati a nuotare agonisticamente nei ritmi scanditi delle nostre vite che a volte facciamo fatica a rallentare.
Rallentare, spesso, non vuol dire perdere tempo, ma prendere tempo. Se avete la sensazione di roteare vorticosamente tra doveri, impegni, piaceri e sensi di colpa, correndo talmente forte da avere poca attenzione per voi e per gli altri, figuratevi quanta attenzione potete dedicare allo spazio che vi circonda.
Lo spazio esiste, ci sostiene e ci osteggia, incidendo profondamente sulle nostre vite anche se non ce ne rendiamo conto. Lo spazio è:
- immagine dei nostri ricordi
- rassicurazione e protezione
- angoscia
- possibilità d’incontro
- di scontro
- avventura
Gli spazi che ci circondano meritano più attenzione.
Organizzare questa passeggiata è stato come andare in spiaggia, spogliarsi, lasciare telefono e orologio sull’asciugamano, infilarsi maschera, boccaglio e pinne e curiosare nelle profondità di un mare che avevo solo visto in superficie.
Strade, giardini, palazzi, terrazze, finestre, tetti: un’Atlantide che riemerge nel momento in cui ci si concede lentamente il tempo di esplorarla. E’ sempre stata lì, ma non aveva forma se non dettagli.
Cosa ci serve per questa immersione?
nella misura che volete
- Curiosità
- spiriTo d’osservaZione
- mEssa a fuOco
- IroniA
- …e MeraviGlia!

Tra pattern decorativi e piastrelle
Dicono che gli anni 50-60 rimangono uno dei migliori periodi della creatività dei consumi. Nonostante non ci fossero particolari tecnologie, si definisce un momento creativo storico senza precedenti, e ancora oggi molti progettisti si rifanno ai tratti di quel periodo florido di idee.
Le forme degli edifici del Villaggio del Sole hanno geometrie semplici: sono grandi rettangoli che si sviluppano in circa quattro piani d’altezza e da due a un massimo di cinque palazzi in larghezza. Spesso, osservando le facciate dei condomini, si nota che non sono uguali, ma cambiano in una danza di intrecci tra muro e mattone, un materiale umile dal colore caldo e ricorrente.
Al Villaggio, i mattoni “truccano” le terrazze e i balconi, acconciando gli ingressi condominiali e incipriando le facciate delle case. Il sole è la chiave per vederli splendere in tutto il loro arancionino.
Molti palazzi del villaggio presentano pattern decorativi geometrici generati dall’accostamento dei mattoni utilizzati non dalla parte liscia, ma dal lato forato.
Un’interessante trovata decorativa: hai trovato la “casa alveare”, esempio lampante della decorazione in mattone sulle terrazze?
Indizio: è l’unico blocco con 5 unità attaccate, è sul confine del villaggio, e la via su cui si affaccia è dedicata a un albero.
Cosa ti colpisce di questo palazzo?
Piastrelle, numeri delle case, cartelli delle vie, scritte, font.. una padellata di info! Ancora visibili e orgogliosamente affisse agli ingressi, ci guardano le piastrelle con l’iscrizione “INA CASA”, firma di un progetto e di un’epoca d’importanza nazionale.
“Ci si impegna a dare dignità ai nuclei familiari che necessitano di una dimora”. Hai notato cosa raffigurano queste piastrelle? Guardando la grafica, cosa volevano trasmettere?
Gli spazi verdi
Costruire il villaggio del sole è stato un po’ come giocare con i Lego: bisognava partire da zero, in un’area rurale limitrofa alla città, ma da essa assolutamente indipendente… un centro nuovo, autonomo, capiente ed accogliente, capace di creare e ospitare una nuova comunità di persone. Immaginate il valore attribuito allo “spazio comune” quindi, dagli spazi verdi agli spazi porticati, al centro sociale!
Il verde: quanto verde c’è al villaggio?
La giungla del villaggio è notevole, e non si vedono spesso così tante aree verdi comuni in altri quartieri urbani.
Sarebbe interessante intervistare chi ci è cresciuto e ha goduto di questi spazi d’incontro in infanzia e adolescenza. Chissà che giochi e che compagnie tiravano i palloni e sgasavano con i motorini!
Come ti sembrano queste aree verdi oggi?

I colori del VIDES
Gli anni ‘50 sono stati rivalutati solo nell’ultimo ventennio, perché prima erano considerati un’ostentazione esagerata dei fasti di un’epoca di benessere diffuso, in altre parole un’intera epoca kitsch.
Il design dell’arredamento anni 50 ha lasciato invece un segno profondo e indelebile, tanto nelle forme quanto nei colori e nell’abbinamento degli stessi, e uno stile che segna il passaggio dall’epoca conservatrice a quella progressista.
Protagonisti indiscussi della palette di quegli anni erano i colori pastello, caratterizzati da scarsa saturazione ed elevata luminosità.
Questo significa che i toni pastello sono colori tenui e delicati, spesso preferiti nella versione opaca, che uniscono al colore di partenza il bianco, stemperando la saturazione del colore.
I verdi salvia o lattementa, i gialli crema o zafferano, i celesti e i rosati, spesso combinati con eccentrici rossi, manifestavano l’eccentricità di un momento di grande fermento.
Quanto pastello c’è al villaggio del sole? Facci caso!
Se ti capita di passeggiare lungo le vie del villaggio in una giornata di sole, lasciati cullare da questo abbraccio d’altri tempi, luminoso, caldo e indipendente.
Prova a paragonare i colori degli edifici del villaggio, la policromia che li contraddistingue, con le abitazioni nelle vie adiacenti, ma esterne al villaggio.
Similitudini? Differenze?
